martedì 16 settembre 2008

E' come l'aria che piano soffia al contrario

Le foto mi scorrono come su un muro, e quel muro non ha mai fine.

Chissà perchè l'eterno del mai e il terno del fine vadano spesso a braccetto vecchietti e lenti, dai passi incerti in pantofole scure.

Rassicurante è la calma che esplode dagli estremi disadorni e accoppiati.

domenica 14 settembre 2008

Preso e inchiodato per le spalle

Acquieto la molle rivalsa del pensiero sulla perniciosa e lucente semplicità dell'azione.

Le perline della notte come luci colorate

Sembravano formichine bianche e rosse scorse avanti in discesa, allineate in fila da una parte e dall'altra senza soluzione di continuità.

Ci siamo presi una pausa, io e le mie labbra.

Che a digrignar sui denti si affatica anche la pazienza che ci rassicura ogni giorno avanti a noi.

Ti trasluce attraverso la sensazione di campo profondo che certe luci piccole e continue proiettano dentro di te:


quei pulsanti aritmici in una stanza soffusa di bottoni, e ne cerchi quello giusto che ti cambi la prospettiva o ti apra una porta.

Molte luci continuano a scorrere da ciò che era a ciò che dovrebbe, lasciando da parte scartato e in attesa, ciò che veramente è.

Cerulea la luna

Si avvicinò strisciando il piede in catene l'uomo ammantato di nero con le caviglie bianche.

E la notte aspettava seduta e piegata di lato tra piccole morbide volute di tessuto nero.
Strizzò gli angoli della bocca, tendendo la pelle sui denti adombrati solo dalla luna più chiara.

Questi lo guardò e disse lui: "tu non conosci il sacrificio. Tu non sai cosa vuol dire il sacrificio. Il sacrificio ti rende umano; ti da una... parvenza di vita. Una parvenza che non si sente di solito; camminando e correndo su strade dritte e lastricate, polverose o battute dalla pioggia. Ti accorgi dell'esistenza solo nel sacrificio. Il sacrificio è la vetta più alta delle prospettive umane, fragile e debole come tale certa mortale attidudine delle persone a finire, prima o poi. Fai parte dell'infinito nel sacrificio, perchè il sacrificio è sempre; il sacrificio è infinito".

L'uomo dal piede incatenato alzò lo sguardo.
Negli occhi pinti di nero velati di lacrime, c'erano miti domande.


"Perchè?"

L'uomo ammantato di nero preso da un moto di stizza, con una smorfia, si chiese se le parole potevano ammorbare certi tumuli pensieri per l'orecchio freddo di quell'uomo imprigionato.

"Il sacrificio per gli altri è ciò che ti fa uomo. E vivi o muori, per ciò in cui credi".

Sono un autartico


Seduto. Poso gli occhi sull'interminabile fila. Domenica. Ore 20, aperitivo. Un formicaio di persone. Tra le mani custodiscono il loro piccolo santo graal: un lindo piatto. Ognuno in attesa del proprio turno. Rinchiusi nei loro abiti della domenica. Operai e commesse non avvezzi all'eleganza. Perfetti scolaretti. Sarebbero formidabili e soprattutto già istruiti per la mensa dei poveri.

sabato 13 settembre 2008

Anatomia del logorio

Succede che aspettavo la pioggia.
Come per altre occorrenze ho sopravvalutato l'evento. Non è cambiato molto.
Un sogno livido, a tratti esangue. Non cambierà niente.
A volte basta un quiz di facebook per rovinare l'intera giornata.

giovedì 11 settembre 2008

Sarah Palin ha un amante

E io un'asfissiante banda bianca sullo schermo.

Come la mettiamo?

mercoledì 10 settembre 2008

Stenosi Sociale

Se la merda avesse qualche valore, i poveri nascerebbero senza buco del culo.
Un ringraziamento particolare a Kris, araldo di Edward Murphy.

sabato 6 settembre 2008

Senza clamore

Quante sono le fenici?

Quanto premono le acque su dighe trafelate non in terra battuta ma in dura madre?
Come spira il vento da sotto invece che dall'alto?
Quali zampe artigliate ti scavano e premono la schiena a tutto sesto?
Come rendi trasparente il tuo sorriso di fronte alle corrucciate piombe ignoranti di chi non vede?

Ho visto le onde piccole e roteanti da ballerine piccole su piedi minuti, gli occhietti turchesi vispi e acuminati socchiudersi e spalancarsi in fiotti allegri.

Iridescente.

Il riflesso figliato da strali e appese sottilità di fluidi marini.

Cangiante.

Tempo e umore esploso di sabbia paglierina e cuscini di pingui alghe rossicce.

Murmureo.

Lo sgorgare continuo che copre le brutture terrene e ne cambia l'esistenza in marine.

Ti sei preso tutto come sempre, e ne lasci tradotto e masticato bene bene ai bordi come pelle conciata e morbida sulle braccia e il viso.

E ti ho stretto e accolto, cosi come nei miei occhi sempre dell'altro colore ti ho fatto padre e madre sopito e tumultuoso.

Adesso ne riposo sottile su un lastra affacciata al mondo quotidiano.

Qui, con la lingua, conto come battiti il sapore commovente di sale spumoso, passi affondati, talloni sospinti.

Vermiglio, anche non di martedì

"Cash your dreams before they slip away"


Cash.

Come se a prelevar sogni si andasse veloci e plastificati dirimpetto al bancomat moderno e illuminato.

Ogni tanto dimentico il codice, purtroppo.

mercoledì 3 settembre 2008

Trait d'Union


E' un periodo che ho sempre quella strana e sfumata sensazione di "ritardo".
Come se arrivassi sempre e comunque un attimo dopo...

lunedì 1 settembre 2008

La volontà che ti salva

Anche oggi ho di nuovo compreso

che nessuno è derelitto se non prigioniero
dell'avverso destino e della paura di se stessi.

sabato 9 agosto 2008

Elogio della puttana

In ogni donna si nasconde una piccola puttana.

mercoledì 6 agosto 2008

Mangio sotto il segno dei pesci


Opere d'arte come questa farebbero impallidire anche un libro di poesie di Bondi.

martedì 5 agosto 2008

Sfrondavano i raggi della luna

Ne hai presi intrecciati filari di cavi neri e bianchi di fronte a te.
Possibilità.
Accarezzati leggermente per la loro gommosa lunghezza e sfiorati quasi in limine, alla fine.

Volevi renderti conto della loro pavida lunghezza, dimensione, consistenza.

E invece hai trovato ritorta su se stesso una dimensione unica e infinita, quella di ciò che ci si ferma a contemplare senza posa, quand'anche la luna rimane abbagliata dalla bianchezza di certi pensieri in terra.

sabato 2 agosto 2008

Quella rossa e quella blu


Ieri sera mi si è incastrato tra i denti qualche 0 e degli 1.



Spero non mi vadano di traverso un giorno o l'altro.

Figlio di Erebo e della Notte


E 'l duca lui: "Caron, non ti crucciare: vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare."

E più non dimando.

venerdì 1 agosto 2008

Uomini al pascolo


L'asino del poeta non si sarebbe curato.

Avrebbe apprezzato il giallo dei fiori giusto sotto il palato.
Perché cogliere inutili sentenze da dei piccoli fiori?

L'animale mi direbbe che sono solamente buoni.
Semplice.

giovedì 31 luglio 2008

Hai visto le luci in corsia

Ci si rende conto sovente delle similitudini diafane tra la vita, il
teatro, e i luoghi di aggregazione.

Che anche se fossero corsie di un supermercato ti danno quel senso di
vuoto e luce bianca straniante alle sette del mattino.

Eppure quell'olio insidioso per terra riporta piedi e gambe all'afosa realta'.

mercoledì 30 luglio 2008

50 mg



A volte, basta davvero poco per essere felici.