venerdì 27 febbraio 2009

Personal Jesus



Ero al bar.
Leggevo il giornale cercando di fare piazza.
Mi si avvicina.
Lui mi chiama per nome ma io non lo riconosco.
O almeno, l'ho gia visto ma non ricordo nulla.
Sarà il suo essere bidimensionale a crearmi questo immenso vuoto.
Mi regala la perla della giornata.
Esordisce con un: "davide, ricordati che il cazzo non vuole pensieri".
Rimango di stucco.
Mai sintassi fù più veritiera.
Caro amico a due dimensioni ti sei meritato il caffè.
I migliori zerottanta euro investiti.
Lo lascio di lì a breve.
Torno in ufficio, metto gli Smiths e penso che a breve sia venuto il momento di tornare al mare.

Paradosso Ascensionale


La coscienza è da considerarsi un optional.

giovedì 26 febbraio 2009

E ti vengo a cercare...

Tutte le miei indifferenze hanno appena bussato alla porta.

mercoledì 25 febbraio 2009

Tanto di quello che si dice adesso era stato gia detto

Quando la new wave italiana diceva qualcosa, e le orecchie erano piccole ma gia sapevano cosa.


Amsterdam

Scender le scale sfiorando il muro
non dare importanza
a chi passa vicino.
Cercando qualcosa di indefinito
la notte svanisce al piano di sopra.

Nelle mia mente
ogni cosa sopravvive in silenzio
sento l'attrito
di grida esiliate dal mondo.

Come frammenti pulsanti di vita
voci alterate si sono dissolte.
Dove i miei occhi le hanno chiamate,
dove i miei occhi le hanno chiamate,
dove il giorno ferito impazziva di luce,
dove il giorno ferito impazziva di luce...

martedì 24 febbraio 2009

La creazione passa tra le corde

Ho scoperto che il violoncello repira e prende fiato.

Non lo leggi da qualche parte tantomeno su un pentagramma.
Non te lo dicono ne lo si grida sottovoce.

Lo ascolti da vicino e respira, trattiene l'aria, plasma Cose che valgono da sole tutto il Mistero.

The Killing Moon

La mia coscienza non vale un cazzo.
Ho sete e sonno.

domenica 22 febbraio 2009

Imperativo Categorico

Mi illumino di meno.

Domani pubblico il mio trattato sull'evoluzione

La conservazione tende alla distruzione stessa, a costo di distruggere l'altro e se.
Non è consapevole del danno perpetrato tra cristalli e onde, sotto lo sguardo torvo di un sole appena nato.

Dopo la tempesta.
Dopo il vento.
Dopo infine la pioggia e le muffe che umida si porta.

Tu ci credi ancora.

E poi resti qui ancora a coltivare i sogni tra campi arati di fresco e ogni volta con solchi un po' meno profondi, e lasci che lo sguardo si rattristi duro sulle pietre scalzate nell'attorno pomeridiano.

sabato 21 febbraio 2009

Il giardino di pietra

A non essere bravi con scalpello e martello non v'e' nulla di cui vergognarsi.
Ognuno ha le sue affinita', e le mie con la pietra stanno solo negli occhi e nell'inevitabile.

Il grigio che si espande dal duro lascito della terra confronta l'aria con una fredda e serena parete, tanto da far perdere il senso di cio che sta sotto, cio che sta sopra e cio che sta davanti.

Certi muri ci allontanano da quello che riscalda il nostro cuore, e ne sentiamo il peso su spalle cosi piccole e strette che ti stupiresti di non vederne ripiegare l'arco ad ogni battito e respiro.

Ma la pietra ti guarda a sua volta; e il grigio poi tanto grigio non e' perche' e', pur sempre.
Il cosa non saprei dire, ma si "crea" ad ogni modo dalla fine e dalla negazione di un evento o di un'esistenza.

Qui invero e' qualcosa che nessuno ti potra' mai togliere o strappare dalla vista, se almeno guardi e scruti bene bene coi tuoi dolenti occhi di pietra.

giovedì 19 febbraio 2009

Gemevano le nuvole

Non ci si aspetta che il cielo sbuffi di nuvole delle volte.

Stramazzano tra loro strozzando il torbido strascico di ciò che ne rimane; e ciò che rimane è sempre qualcosa di nuovo. Ma non ciò che era, in qualche modo

purtroppo.

Gemevano le nuvole.

E tutto gemeva con loro; la terra salva, il mare funesto, l'aria bruna.

Le nuvole.

Il gemito tale e assuefatto dalla forza mutevole di mole in tempesta: che di vapore si scompare e se ne piange la propria muta dipartita.

La normalità è il dono di risolvere i problemi in modo semplice

Come le persone debbano per forza implodere in se stesse quando non si rendono conto che basta solo non volerlo.

mercoledì 18 febbraio 2009

La Matrice


Uaz american boy.

martedì 17 febbraio 2009

Semplice e banale come la meccanica celeste

Non voglio raggiungerti, anche se solo potessi essere li e non qui.

Tale e' per chi esiste: non essere altro che se stessi.

Il soffitto viola non esiste più

Attraverso un quadrato di cielo si sogna il domani e si accarezzano le nuvole.

Nella stanza rimbomba il mare

Se prendi i fili che portano altrove e li leghi al tuo destino, tira il fato che tu stesso hai voluto.

Adesso si è veloci sulle distanze più luminose incontro all'estate, e attrito, forza e velocità non oscurano ne smuovono d'inerzia il Primo moto interno.

Quanto al movimento unico e naturale di noi stessi innalziamo altari e infioriamo candelabri d'arbusti e odori secchi.

venerdì 13 febbraio 2009

Diabetics

"Gelato al cioccolato sono innamorato di un gelato al cioccolato"

Grazie Pupo, mi hai risolto la giornata come un cono da due euro.

giovedì 12 febbraio 2009

L'avvoltoio

Se dovessi finire in coma, il dispiacere maggiore sarebbe quello di essere approfondito in seconda serata a "porta a porta".

lunedì 9 febbraio 2009

Perspective

Il ronzio quasi mi culla.

domenica 8 febbraio 2009

Spettatori di eventi così reali da sembrar quasi veri

La distanza non e' stato mentale ne materiale, e' solo un insieme di eventi.

Luci che transuenti ovviano il movimento, suole adagiate biglietti e sporte gravide di soli in faccia.

E le macchine tue compagne pensano e viaggiano veloci ma rimangono immobili in formazione, fisse, statiche, plastiche. Ora adesso e sempre.

Evento e conseguenza.

Si lascia sul comodino la distanza dimenticandosi sovente della quiete dopo la tempesta.

sabato 7 febbraio 2009

Echoes

Inquadra(mi) dunque sono.

giovedì 5 febbraio 2009

Entaglement

Onan mi fa una sega.

Ed è tutto dire.

mercoledì 4 febbraio 2009

Il tempo occulto

Da un dito, all'altro.

Quel poco incarna tra lo spazio delle dita dove niente alberga.
Li, sta tutto quello che deve stare da capire.

lunedì 2 febbraio 2009

Sofrosíne

Dal letto, e non per colpa del letto.

I piccoli particolari che sfumano e le sfumature particolari tintinnano; ricordi, e quei ricordi ti hanno dato certi strumenti che collegano nell'Ora più' velocemente stomaco e cervello.

Solo fugaci terricole allusioni scivolano sotto la porta che tieni ben chiusa.

Ma ora sei pronto sempre quando il tempo fuori cambia, vano a coprir possibili illusioni di cambiamento che non avresti mai sperato.

Proviamo?

Non sia mai che funzioni.