martedì 29 aprile 2008

Da sotto il diaframma

Pensavo oggi (e gia qui mi si aprirebbe una nuova tomba e sospiro di rassegnazione dalla platea).

Pensavo, volevo intendere, che si fa sempre a battaglia sospirando di dover cercare i significati ultimi, gli universi, le altre dimensioni, gli altri e noi, noi e loro, io e il sopra o il sotto.

Spaccare capelli sulla terra nuda a zolle riarsa, illudendosi di scorgere il sostegno che sta sotto il mondo delle cose materiali.

Oppure guardare in alto più dell'uranio (iper, magari) per vedere il gancettino a uso di palle di Natale tirate fuori dalla soffitta.

Se non svasando la propria testa per farla entrare in occhi e orecchie altrui, e molto miserevolmente alle volte mesti ritirarsi.

Prendi poi le leggi matematiche, la poesia, la religione, i sensi tutti delle cose e l'amore sempre a se stante e sempre immortale; e cerchi di esserne parte perchè solo a osmotizzarsi a loro riguardi allo specchio la loro materia fine.

Cerchi, appunto.

Ma non puoi.

E allora mi faccio una domanda piccola, serena e sorniona.

Sono veramente così importanti?

Semino dubbio come grani di sale a Cartagine, grani grossi e meticolosamente affosati in profondità. Quasi che l'acqua sopra non possa cospargerne minerali in giro in giro.

Sorrido a me stesso, e un altro segreto me lo son messo da parte.

Si rinasce anche nelle idee, nei modi, nei pensieri.
Questa fenice vola ogni giorno di nuovo.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

è bellissima...

...tu non sai chi sono ...io...

Vicio ha detto...

No, non so chi sei.
Però grazie.

Ma penso che si voglia che si sappia, in qualche modo.

Resto in attesa.

.m. ha detto...

che si fa sempre a battaglia, dici bene.
dici molto bene qui, e il mio diaframma sorride, sai?

chi si ritira, poi in fondo, è sempre mesto.

sono importanti, sennò non saresti qui a scriverne e noi a leggerne.

e la fenice ha le ali grandi.
ma tu questo lo sai molto bene.

che bello sapere di poter leggere parole così...

grazie